Swap file: utilizzare un HDD come RAM

Circa un mese fa abbiamo visto come utilizzare parte della RAM come hard disk, per velocizzare l’avvio dei programmi. Questa volta vedremo il processo inverso, ossia utilizzare l’hard disk (HDD) come RAM. Questa operazione è utile se si ha a disposizione poca RAM e ne si vuole aumentare la capienza.

Windows 10 è uno dei sistemi operativi più utilizzati al monto, occupando circa il 70% del mercato di desktop e notebook. Dopo un Windows 7 a dir poco favoloso, il cui supporto gratuito terminerà nel 2020, e un Windows 8 meno convincente per via dell’interfaccia Metro, Microsoft ha deciso di fare un passo indietro con Windows 10, che sarà definitivamente l’ultimo sistema operativo della compagnia. Insieme al reinserimento del menù Start, Windows 10 porta con sé svariate novità per migliorare l’esperienza utente e l’ottimizzazione con i sistemi più datati. Ad oggi Windows 10 ha subito una miriade di aggiornamenti, alcuni serviti tramite Service Pack e altri come semplici fix e update per la sicurezza.

Tra le funzionalità che sono state mantenute troviamo ReadyBoost, l’opzione che permette di aggiungere ulteriore capienza alla RAM sfruttando un hard disk o una memoria esterna, come chiavette USB. In certi casi i risultati in termini di prestazioni possono fare la differenza mentre in altri è praticamente inutile attivarla. Ricordiamo comunque che la velocità di lavoro di una RAM fisica è nettamente superiore rispetto a quella di una memoria esterna, per cui non aspettatevi di passare da 8GB a 16GB di RAM effettivi semplicemente collegando al PC un hard disk esterno. E’ vero che si possono aggiungere altri GB di RAM al proprio sistema ma bisogna considerare che la velocità di lettura/scrittura sarà nettamente inferiore.

La procedura che andremo a spiegare nell’articolo può ridurre il ciclo di vita dei nostri HDD o SSD. Per questo, si consiglia di eseguire il tutto con cautela.
Altro dettaglio da considerare è il tipo di architettura del nostro sistema operativo. Un sistema a 32bit può supportare fino ad un massimo di 3.25GB circa, limite che si elimina con un sistema a 64bit. Dunque il trucco dello swap file è consigliato prevalentemente per sistemi a 32bit, dato che è possibile andare oltre i 4GB anche se non sono nativamente supportati. Ovviamente bisogna prendere quest’ultima frase tra molte virgolette, dato che la partizione dell’HDD usata come RAM aggiuntiva non sarà mai veloce quanto la RAM stessa.

Il file di paging

Windows file di paging

Nativamente, Windows possiede una funzionalità che permette di riservare parte dell’HDD come memoria virtuale. Questa opzione riguarda la creazione del cosiddetto file di paging. Il file di paging immagazzina le informazioni temporanee, solitamente destinate alla RAM, in una piccola partizione dell’hard disk. La dimensione di questo file si può impostare a piacimento entro un limite che solitamente equivale ad un quarto della quantità totale di RAM che possediamo. Per cambiare la dimensione dello swap file, bisogna accedere al Pannello di controllo di Windows. Qui seguire il percorso Sistema>Impostazioni di sistema avanzate. Ora cliccare sulla voce Impostazioni… sotto la sezione Prestazioni. Spostiamoci nella scheda avanzate e noteremo una finestra denominata Memoria virtuale. La memoria virtuale consiste nell’insieme di RAM ed HDD. Questa specifica impostazione riguarda proprio il file di paging. Cliccando su Cambia… andremo a modificarne la dimensione, con un valore minimo e massimo consigliati da Windows. Consigliamo di stare sempre nell’intervallo di riferimento, per evitare rallentamenti o blocchi improvvisi del sistema. Il file di paging, però, viene utilizzato solamente quando l’utilizzo della RAM è in esaurimento. Come si può creare una partizione sull’HDD da usare permanentemente come RAM aggiuntiva?

Soluzione 1: il RAMDisk

Abbiamo già trattato una guida su come creare un RAMDisk, che vi consigliamo di consultare, per cui non ci dilungheremo troppo oltre con i dettagli. Cerchiamo, piuttosto, di fare un esempio per capire meglio come il RAMDisk possa risolvere il nostro problema. Immaginiamo di avere un sistema operativo a 32bit ed un PC con 16GB di RAM installati. Come è facile intuire, Windows utilizzerà solamente 3.25GB per la gestione delle applicazioni, mettendo da parte i restanti 12GB. Dunque avremmo un grosso quantitativo di RAM che non verrebbe mai sfruttato. Utilizzando un RAMDisk, invece, il sistema operativo riconoscerebbe i 12GB esclusi come una semplice partizione dell’HDD. In questo modo, tutta la RAM verrebbe utilizzata per il suo scopo, anche se a velocità decisamente inferiore. Una soluzione più ovvia sarebbe quella di installare lo stesso sistema operativo con architettura a 64bit. Però ciò comporta dei requisiti leggermente più alti in termini di risorse, che potrebbero mettere in difficoltà PC abbastanza datati.

Soluzione 2: ReadyBoost

ReadyBoost è sempre una funzionalità di Windows che permette di usare un hard disk come RAM supplementare. Oltre a pennette USB o memorie flash, nessuno ci vieta di utilizzare un HDD o SSD esterno e sfruttarlo per migliorare la velocità del sistema operativo.

Per attivare ReadyBoost sulla memoria esterna, cliccare con il tasto destro del mouse sulla memoria ed andare su Proprietà. Qui noteremo subito la scheda ReadyBoost. Mettere la spunta su Utilizza il dispositivo (o anche Dedica questo dispositivo a ReadyBoost) e scegliere la quantità di spazio da riservare al sistema come RAM aggiuntiva. Questo metodo permette di risparmiare sul costo di RAM aggiuntiva.

ReadyBoost

L’utilizzo di un hard disk come RAM può avere effetti prestazionali evidenti soprattutto su sistemi piuttosto datati, che iniziano a sentire il peso degli anni. Se già possedete una configurazione al top non sarà necessario sfruttare questa funzionalità per andare a migliorare ulteriormente la velocità di boot del sistema.

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