Le console Nintendo dagli anni ’70 fino ad oggi

Le console Nintendo

Le console Nintendo hanno segnato una delle tante ere videoludiche più influenti del mercato. Chi è nato intorno agli anni ’90 ha potuto godere quello che sarebbe stato il maggior successo della grande N. Però la nascita di Nintendo inizia molto prima, quasi alla fine degli anni ’70. Andiamo a scoprire tutte le console Nintendo fino alla nuova arrivata Switch.

Negli ultimi anni Nintendo ha prodotto console che sono in pratica delle versioni aggiornate di console già in vendita. Un’insieme di nomi apparentemente uguali che potrebbero confondere l’utente meno consapevole. Per questo vogliamo fare un quadro generale di tutte le console, spiegando le differenze tra quelle che possono sembrare simili.

Il Color TV Game è la primissima console casalinga prodotta da Nintendo. Vennero sviluppati 5 differenti modelli, venduti solamente in Giappone. Non era dotata di cartucce o di un qualsiasi supporto di memorizzazione, ma solamente di titoli già inclusi nella memoria della console. I giochi presenti erano solamente di genere sportivo, chiamati genericamente Tennis, Hockey e Basket. E’ la console che ha reso celebre il gioco Pong, oggi ritenuto come il capostipite dei videogame.
I chip utilizzati erano i M58815P e M58816P di Mitsubishi. Era possibile anche giocare con un’altra persona, tramite un secondo joystick.

1980: Game & Watch


I Game & Watch ricordano molto da vicino il design degli attuali Nintendo 3DS. Vennero prodotte diverse versioni di questa console, che presentavano giochi e forme differenti. Su ogni console era disponibile un singolo titolo, che si poteva provare sui due schermi LCD di cui era dotato.
Furono sviluppati titoli esclusivi per il Game & Watch ma anche rivisitazioni di perle come Donkey Kong o The Legend of Zelda.
Ad oggi sono considerati dei rarissimi oggetti da collezione e trovarne in giro in condizioni ottime ad un prezzo abbordabile risulta quasi un’impresa.

1983: Nintendo Entertainment System (NES)


Dopo il poco successo delle console precedenti, ecco che Nintendo stupisce il pubblico con il suo NES. Considerata da molti la miglior console della storia, il NES è una console casalinga ad 8bit che ha dato alla luce titoli del calibro di Castlevania e Super Mario Bros.
Fu la prima console ad introdurre i titoli in formato cartuccia. In Giappone è conosciuta con il nome di Famicom e presenta anche un aspetto estetico differente, seppur le caratteristiche sono le stesse.
Riguardo le specifiche tecniche, abbiamo una CPU a 1.79Mhz e una GPU a 5,37MHz con una memoria fisica da 4,35Kb. Per l’epoca fu una svolta sensazionale poichè fu in grado di far girare i primi titoli a risoluzione 256×240. E’ dotata di un controller rettangolare con due pulsanti fisici e una croce direzionale.
Il successo che ne è susseguito è stato inaspettato. Vendette quasi 62 milioni di unità, risultando una delle console più vendute di quegli anni e forse una tra le più vendute finora.
Il NES riuscì a risollevare completamente l’azienda, che stava attraversando un forte periodo di crisi.

2016: Nintendo NES Classic Mini


Nel 2016 Nintendo ha voluto portare una ventata di nostalgia tra i fan del NES, proponendo una versione Mini al prezzo di 59,99€. Inutile dire che il successo è stato inaspettato, con il sold out avvenuto a pochi giorni dal lancio. La pecca sono state le poche unità prodotte da Nintendo, che non si immaginava minimamente un successo così eclatante.
La nuova versione del NES possiede 30 giochi tra i più classici, senza possibilità di supporto per le cartucce originali.
Però è possibile aggiungere nuovi titoli tramite softmod.

1989: GameBoy


Il GameBoy è la console portatile che diverrà un’icona storica per la grande N. Dotato di uno schermo LCD non retroilluminato, il GameBoy supporta le cartucce dedicate. Possiede quattro tasti fisici e una croce direzionale, oltre che i classici Start e Select. L’alimentazione avviene tramite doppia batteria stilo. I più veterani ricorderanno sicuramente i momenti in cui si cercava il punto della casa più illuminato per poter vedere meglio il display. Da questa primissima versione ne sono state tratte delle altre, che riprendono il design classico ma con alcune funzionalità peculiari.
Il GameBoy fu una delle console più vendute di sempre grazie anche all’uscita dei primi titoli a marchio Pokèmon, ossia le versioni Rosso/Blu.

1996: GameBoy Pocket


Il GameBoy Pocket non presenta particolari innovazioni rispetto alla versione originale, se non per le dimensioni rimpicciolite rispetto alla versione originale. L’autonomia si attesta sulle 10 ore circa, tramite batterie stilo. La novità del GameBoy Pocket sta nell’aggiunta del LED di carica della batteria, che prima era assente.
Esiste una versione con schermo retroilluminato, chiamato GameBoy Light, ma fu distribuito solamente in Giappone. Quest’ultima rivisitazione anticiperà l’arrivo del GameBoy Color.

1998: GameBoy Color


Il GameBoy Color fu il vero salto di qualità del marchio GameBoy. Infatti, il sistema poteva visualizzare fino a 32 colori, contro il bianco e nero del GameBoy classico. Una delle peculiarità poco note del Game Boy Color è il cosiddetto “Hi-Color Mode“, tramite un trucco tecnico potevano essere visualizzati più di 2000 colori simultaneamente. Però erano pochissimi i titoli a sfruttare questa particolarità.
Per quanto il passaggio dal bianco/nero ai colori rappresenti una svolta sensazionale, questa console non ebbe lo stesso successo dell’originale. Infatti si parla di circa 50 milioni di unità vendute, contro le 120 milioni del predecessore.

2001: GameBoy Advance


Arriviamo al GameBoy Advance. QUesta fu la prima console Nintendo a 32bit. Inoltre fu anche la prima ad introdurre i pulsanti dorsali L ed R, oltre ai classici A, B e la croce direzionale.
Lo schermo è leggermente più grande, passando dai 2.42″ del GameBoy Color ai 2.92″ dell’Advance. Può visualizzare fino ad un massimo di 512 colori a schermo e renderizzare in 3D fino a 20.000 poligoni. Introduce un nuovo tipo di cartuccia GBA proprietario, più piccolo, mantenendo la retrocompatibilità con le vecchie cartucce GBC e GB.
Andò decisamente meglio del GameBoy Color, con 81 milioni di pezzi venduti. Purtroppo ancora non è presente la retroilluminazione.

2003: GameBoy Advance SP


Questo modello è una versione rivisitata dell’Advance. Introduce finalmente un display retroilluminato e uno schermo più grande. L’autonomia arriva fino a 10 con la retroilluminazione e 18 ore senza. Cambia totalmente anche il design, che diventa richiudibile come i vecchi telefoni a conchiglia. Finalmente arriva anche l’alimentazione tramite connettore esterno.
Non vendette molto, anche se è la versione migliore del GameBoy che si possa acquistare, visto anche la retrocompatibilità con le schede GBC/GB.

2005: GameBoy Micro


Ultima versione del GameBoy è la Micro. Guadagnando molto in termini di dimensioni, si va a perdere la retrocompatibilità con le vecchie cartucce. Fu la versione che vendette meno di tutte e francamente possiamo dire che non era poi così necessaria una rivisitazione simile, viste le ottime funzionalità offerte dal GameBoy Advance SP.

1990: Super Nintendo Entertainment System (SNES)


Il SNES, o Super Famicom in Giappone, è il diretto successore del NES. Il successo di questa console fu dettato dall’arrivo di Super Mario World, quarto titolo della serie, Street Fighter 2 e Final Fantasy VI. Nonostante la diffusione, in quel periodo, del Sega Mega Drive, una schiera di appassionati portò la console ad una successo internazionale. Per quanto il GameBoy rimanga ancora in testa alla classifica, il SNES è una delle console storiche di Nintendo e, per quanto ci fosse stato l’avvento del 32bit, riuscì a ritagliarsi una fetta di mercato enorme. Aumenta la risoluzione video, che arriva a 512×478 pixel.
Viene dotato di un alloggio per le cartucce e due collegamenti per i controller, che possiedono quattro tasti fisici, due dorsali e una croce direzionale.
Vennero prodotte differenti versioni a seconda del paese di provenienza, una per l’Europa, una per il Giappone e un’altra per gli Stati Uniti.

2017: Nintendo SNES Classic Mini


A breve uscirà sul mercato la versione Mini dello SNES, che introdurrà 21 titoli al suo interno e senza alloggio per le cartucce proprio come il Mini NES. Il prezzo sarà di 79,99€, ma al momento le prenotazioni sono già esaurite. Il costo è eccessivo, considerando la poca varietà di titoli e l’assenza di alcune icone storiche. Però per i collezionisti potrebbe essere un ottimo oggetto da affiancare alla versione originale o da recuperare nel caso non si abbia il SNES classico.

1996: Nintendo 64


Il Nintendo 64 venne chiamato così perchè fu la prima console Nintendo ad adottare un’architettura a 64bit. Per quanto la concorrenza apparteneva al Sega Saturn e alla Playstation One, il N64 riuscì ad ottenere buoni risultati, con 32 milioni di pezzi venduti.
C’è stato un restyling completo, sia di design che di hardware. A livello tecnico abbiamo un processore a 93.75Mhz e una GPU a 62.5Mhz. Tale aggiornamento ha permesso di introdurre i primi filtri grafici che oggi tutti conosciamo, come l’antialiasing e il filtro bilineare. Si gioca attraverso l’uso di cartucce ed è possibile collegare fino a quattro joypad contemporaneamente, per poter giocare in multiplayer ai titoli che lo permettono. Nintendo decise di passare direttamente al 64bit, battendo sul tempo tutta la concorrenza, ancora ferma ai 16bit.
Il controller ha sei tasti frontali, tre dorsali, uno stick analogico al centro e una croce direzionale. Esteticamente non è proprio il massimo, nemmeno per comodità d’uso.
La nota dolente di questa console è il sistema a cartucce. Nintendo optò per questa scelta per ridurre la pirateria però il pubblico non accettò di buon occhio questa decisione, mentre dall’altra parte c’era Sony che con la sua Playstation introdusse il supporto ai CD-ROM.
Super Mario 64 è ovviamente il titolo più diffuso per questa piattaforma.

2001: GameCube


Il GameCube va a scontrarsi direttamente con la Playstation 2 di Sony, introducendo il sistema a CD-ROM. Però la sfida finisce veramente male per Nintendo, con 21 milioni di unità vendute, circa un quinto di quelle portate a casa dalla rivale.
Il motivo è dovuto anche alla notevole varietà di titoli proposti dalla concorrenza, come Metal Gear Solid 2-3, Final Fantasy XII e tanti altri. Il parco titoli del GameCube non spiccava di certo per varietà e le novità erano ridotte all’osso. Nonostante un notevole miglioramento tecnico, non riuscì a farsi strada sul mercato.
Il controller ricorda molto quello del N64, con l’aggiunta di un secondo stick analogico. Anche qui c’è la possibilità di collegare fino a quattro controller insieme.
Il monopolio di Sony era indiscusso. Nintendo doveva inventarsi qualcosa di nuovo per riportare il pubblico perso di sè.

2004: Nintendo DS


Nintendo decide di buttarsi sul mercato portatile, presentando il Nintendo DS. Solo nel 2005 Sony farà uscire la PSP, perciò Nintendo ha tutte le possibilità per riconquistare il suo pubblico ed effettivamente ci riesce.
La console possiede un doppio schermo touch e un pennino che può essere utilizzata per i titoli appositi, come ad esempio la serie del professor Layton.
La particolarità di questa console è la compatibilità con le cartucce GBA, condividendo lo stesso formato delle cartucce DS.

Successivamente vennero realizzate diverse varianti, conosciute come Nintendo DSi e DSi XL, più fine e con schermo maggiorato. Insieme raggiungono la bellezza di 150 milioni di unità vendute, raddoppiando la Playstation Portable, uscita l’anno successivo.

2006: Nintendo Wii


Il Nintendo Wii rappresenta una rivoluzione nel campo delle console perchè è dotato di un doppio controller senza fili, i Wiimote, che riconosce i movimenti del giocatore grazie all’accelerometro a 3 assi. Per quanto sia una console casalinga, che va a competere con Xbox 360 e Playstation 3, il Nintendo Wii è la console fissa più piccola mai realizzata dalla casa nipponica. Nonostante la differenza abissale in termini di grafica rispetto alle dirette avversarie, il Wii è riuscito a vendere molte più unità nei primi mesi.
A livello di supporto, il Wii introduce dei dischi proprietari e la compatibilità con i giochi del GameCube. Sono stati realizzati svariati accessori per questa console, come in Nunchuk o il Wii MotionPlus, per facilitare al meglio l’esperienza di gioco con alcuni titoli. E’ dotata di tecnologia Wi-Fi per il download di programmi e titoli in digitale.
Il successo di questa console è stato esemplare, specialmente in Giappone, per via della semplicità d’uso e di alcune esclusive degne di nota come Xenoblade Chronicles, New Super Mario Bros. Wii e Super Smash Bros. Brawl. Di conseguenza molti produttori di terze parti hanno voluto investire su questa console, riuscendo a metterla ancor più in evidenza.
Tuttavia nel corso del tempo il Nintendo Wii ha iniziato a perdere utenti, per via anche di Playstation 3 che pian piano si stava evolvendo con l’aggiunta dei Playstation Move, imitazione del Wiimote. Da qui il sorpasso definitivo di Sony e la rivincita su Nintendo.


2012: Wii U


Il Wii U viene considerato da molti come il peggior fallimento della Nintendo. In effetti questa console, per quanto disponesse di un controller con display integrato, non ebbe il successo desiderato. Cercando di contrastare una rivalità alquanto spietata, Nintendo non è riuscita a farsi strada sul mercato, portando un prodotto che ormai lascia il tempo che trova. Pochi sono stati gli investitori disposti a sviluppare per questa console, con il conseguente declino.
Bisognerà aspettare il Nintendo Switch per poter vedere tornare la Nintendo sulla cresta dell’onda delle console casalinghe.


2011: Nintendo 3DS


Nel frattempo la Nintendo ha preferito concentrarsi sull’evoluzione del Nintendo DS. Il Nintendo 3DS rappresenta una novità sensazionale nel mondo delle console portatili, per via dell’aggiunta del 3D stereoscopico. Inoltre viene aggiunto il supporto agli Amiibo, particolari figure che attivano differenti elementi in determinati giochi. La retrocompatibilità con i titoli DS permette di allargare ulteriormente il numero di titoli giocabili su un’unica console.
E’ la console portatile più venduta degli ultimi anni, nonostante la PSP abbia fatto un ottimo lavoro e potesse contare su un parco titoli di tutto rispetto.

Un anno dopo viene presentata la versione XL, che gode semplicemente di uno schermo più grande da 4.88″ pollici.
Nintendo svilupperà poi un secondo restyling della console, il New Nintendo 3DS, che migliora l’effetto 3D e aggiunge uno stick analogico a sinistra e il supporto per le MicroSD. Aumenta anche la potenza, con un processore ARM11 quad-core da 807Mhz.

Anche in questo caso è presente la versione XL, disponibile in diverse colorazioni e con display leggermente più grande.

2013: Nintendo 2DS


Il Nintendo 2DS viene considerato come un restyling del 3DS, ma vogliamo considerarlo una console a parte, anche se ne condivide parecchie caratteristiche, come i pulsanti e il tipo di cartucce.
Esteticamente si passa ad un sistema a pezzo unico, che sinceramente troviamo parecchio scomodo da impugnare e tenere in mano. Ricorda molto il gamepad dell Wii U, solamente molto più allungato.
La console risulta essere compatibile con i titoli per Nintendo 3DS, Nintendo DS e Nintendo DSi.


2017: New Nintendo 2DS XL


In queste ultime settimane Nintendo ha rilasciato sul mercato una nuovissima versione del 2DS,
ribattezzata New Nintendo 2DS XL, che ripropone il design a conchiglia molto simile al 3DS. I tasti sono praticamente gli stessi del New Nintendo 3DS, con la rimozione del 3D. I supporti rimangono invariati rispetto alle precedenti versioni.


2017: Nintendo Switch

Nintendo Switch non ha certo bisogno di presentazioni. La console ibrida uscita il 3 Marzo 2017 ha spopolato sia in Occidente che nella terra del Sol Levante. C’è chi ancora rimane dubbioso circa la doppia natura fissa e portatile della console, mentre chi invece trova decisamente rivoluzionaria questa console. Inizialmente l’unico titolo che valesse la pena era The Legend of Zelda: Breath of the Wild, però pian piano il parco titoli si sta rafforzando con giochi del calibro di Mario+Rabbids Kingdom Battle, Splatoon 2 e Mario Kart 8 Deluxe.
Per tutti i dettagli tecnici, potete leggere l’articolo dedicato a Switch.

Speriamo che ora abbiate le idee più chiare riguardo le console Nintendo finora prodotte. Se volete articoli riguardo le console di altre case produttrici, segnalatecelo nei commenti. Speriamo che questo articolo abbia fatto un pò di chiarezza. E voi quale console Nintendo avete amato e quale avreste preferito non vedere sul mercato?

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