The Punisher: la vendetta è un piatto che va servito freddo

Logo di The Punisher

The Punisher è una delle serie prodotte da Marvel, e distribuita da Netflix, più discussa degli ultimi giorni. Noi di TechByte l’abbiamo vista e siamo pronti per darvi la nostra opinione.

ATTENZIONE: può contenere spoiler.

Quando pensiamo a Marvel, subito ci vengono in mente le classiche serie di supereroi, come Daredevil, Jessica Jones o l’ultima The Defenders, che non eccelle per qualità ma che comunque intrattiene. Quest’ultima, inoltre, cercare di riunire quattro degli eroi già visti nelle loro trasposizioni da protagonisti singoli.

Ci sono poi quelle serie che raccontano di eroi normali, accompagnati solamente da un irrefrenabile desiderio di vendetta. Stiamo parlando proprio di The Punisher. Interpretato dal ben noto volto di Jon Bernthal, già visto nel ruolo di Shane in The Walking Dead, Frank Castle è un soldato di marina creduto morto per anni. Dopo la perdita di sua moglie e di sua figlia, il suo unico obiettivo è quello di vendicarsi contro gli artefici di tutto. Purtroppo la sua copertura finisce per cadere e decide di schierarsi dalla parte di Micro, hacker dalle doti incredibili che condivide con Frank il fatto di essere creduto morto. Il loro gioco di squadra li porterà a scoprire delle vere e proprie cospirazioni della CIA sia contro di loro che contro le persone torturate durante la guerra.

La pura e sana violenza di The Punisher

Ciò che rende The Punisher una delle serie migliori prodotte dalla Marvel è sicuramente il protagonista. Frank Castle è un uomo normale, privo di qualsivoglia potere che gli permetta di compiere azioni fuori dall’ordinario. La violenza che scatena durante i vari episodi va al di là di qualunque supereroe mascherato. Il modo in cui scatena la sua vendetta, in maniera crescente durante la serie, è parecchio sanguinolento e violento, rendendo la visione veramente avvincente. Il detto “La vendetta è un piatto che va servito freddo” è sicuramente adatto.

A rendere il tutto ancor più credibile è la scelta dell’attore protagonista, la cui fisicità gioca un ruolo fondamentale nel rappresentare un personaggio come The Punisher. Sotto la scorza dura di quella giacca con il teschio bianco si nasconde, però, una persona fragile, resa più debole in alcuni frangenti dal ricordo ossessivo di sua moglie, che appare sotto forma di vari flashback. Allo stesso tempo questo ricordo gli permette di trovare la forza per sfoderare tutta la sua violenza verso tutti coloro che intendono opporsi al suo cammino.

Le scene d’azione sono belle da vedere e sicuramente non mancano di personalità. Si percepisce chiaramente la deviazione mentale che The Punisher ha subito dopo la perdita della sua famiglia. Alcune scene in particolare accentuano questo suo lato psicologico, come quella in cui, nella prima puntata, continua a colpire un muro senza sosta, non curante di ciò che lo circonda.

Ottima la fotografia e le musiche, con melodie rock e metal durante le scene d’azione e toni più accesi e sfumati nelle parti di flashback. Anche la sceneggiatura gioca un ruolo chiave in questa serie, con dialoghi che lasciano intuire tutta la sofferenza interiore di Frank Castle, sostenuto dalla giornalista Karen Page, già vista in Daredevil. Una vita in questo modo risulta molto angosciosa e pesante

Da antagonista a protagonista

Chi ha visto Daredevil, sicuramente avrà già notato la presenza di The Punisher verso la fine della seconda stagione. In quel caso, però, il personaggio giocava un ruolo da antagonista, seppur negli ultimi episodi della serie.

Ora invece è diventato il protagonista di una serie interamente dedicata al suo personaggio, in cui può essere visto come l’eroe che vendica se stesso. Sicuramente The Punisher è uno degli eroi Marvel più apprezzati, vuoi per la sua violenza innata o per la sua capacità di spargere sangue senza dover utilizzare la super forza o una corporatura antiproiettile.

Tuttavia la serie di The Punisher non è esente da difetti. Alcune puntate abbastanza lente e sottotono non rendono la visione molto scorrevole e fluida. Di conseguenza qualcuno potrebbe abbandonarla durante i primi episodi. Però noi vi consigliamo di guardarla poichè rappresenta una situazione di instabilità in cui chiunque si può immedesimare. Una vita comune stravolta totalmente dalla perdita dei propri cari rende The Punisher una serie TV molto più vicina agli spettatori. E’ difficile immedesimarsi in un supereroe, quando è possibile risolvere tutto senza sforzo. Potersi mettere nei panni di Frank Castle è già più semplice, trattandosi di un uomo comune.

In conclusione, The Punisher riesce a risollevare la lunga serie di flop targati Marvel. Dopo un deludente Iron Fist e un passabile The Defenders, finalmente una serie Netflix che vale la pena di essere vista. Non è necessario aver già visto Daredevil, in quanto si tratta di un semplice spin-off. Però consigliamo di guardare quest’ultima menzionata poichè è un’altra serie da tenere in considerazione.

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