IT Capitolo Uno: un remake davvero convincente

Recensione di IT: Capitolo Uno

IT Capitolo Uno è la prima parte del remake della pellicola cinematografica uscita nel lontano 1990. 27 anni dopo è stato deciso di portare al cinema un remake e non è un caso. Infatti è proprio il tempo che impiega il pagliaccio PennyWise per ritornare sulla terra a nutrirsi di esseri umani, soprattutto bambini. In questo articolo vi parleremo delle nostre impressioni.

Il ritorno nella cittadina di Derry

La storia racconta gli avvenimenti che nel libro si posizionano tra gli anni 1957 e 1958, quando ancora il gruppo di amici è ancora bambino. Nel film il riferimento storico non viene utilizzato, collocando gli eventi in un generico 1988.
Nella tranquilla cittadina di Derry molti bambini spariscono misteriosamente. La tranquillità che fino a poco prima era uno degli aspetti chiave del posto si trasforma in paura, con il ritorno del pagliaccio PennyWise, che 27 anni prima terrorizzò nuovamente Derry.
Un gruppo di bambini, composto da Bill Denbrough(Jaeden Lieberher), Ben Hanscom(Jeremy Ray), Beverly Marsh (Sophia Lillis), Richie Tozier(Finn Wolfhard), Stan Uris(Wyatt Oleff), Mike Hanlon(Chosen Jacobs) e Eddie Kasbrak (Jack Dylan Grazer), si dimostra intenzionato ad aiutare Bill a sconfiggere il pagliaccio assassino, per vendicare la morte del fratellino Georgie (Jackson Robert Scott), ucciso proprio da PennyWise.
Da qui seguiranno momenti in cui PennyWise si mostrerà ai giovani ragazzi nelle sue innumerevoli e terrificanti forme, trasformandosi nelle loro più grandi paure per mettere in luce la loro debolezza e fragilità, cercando di costringerli a mollare. La loro unione però è più forte di qualsiasi paura e gli permetterà di affrontare insieme il temutissimo pagliaccio danzante.

Un PennyWise ancor più terrificante

Facendo un confronto tra il PennyWise di Tim Curry e quello interpretato da Bill Skarsgård, possiamo subito evidenziare quanto la nuova versione risulti decisamente più terrificante per certi versi. In questo remake riesce ad incutere realmente una certa paura, risultando decisamente più aggressivo e spaventoso nei confronti dei giovani protagonisti.
A livello estetico forse molti preferirebbero la vecchia versione, più somigliante al classico pagliaccio con la parrucca e il naso rosso, però noi abbiamo preferito anche il totale cambiamento del look di PennyWise, che comunque risulta parecchio credibile.
Il carattere un pò bambinesco, unito alla sua fame di sangue, rendono il personaggio di PennyWise un vero incubo. E’ percepibile il fiato sul collo che riesce a trasmettere durante la visione, anche perchè le sue apparizioni sono frequenti e spesso inquietanti.
Nonostante i jumpscares la facciano da padrone, ricorrendo ad un clichè horror usato allo sfinimento ed abusato parecchio, le scene non risultano mai banali e scontate, facendo fare un leggero balzo dalla sedia.

L’unione fa la forza

I personaggi principali sono sin da subito ben delineati e descritti. Bill è il ragazzo balbuziente che vuole vendicare la morte di Georgie. Ben è il classico bambino preso di mira dai bulli, che questa volta dimostra uno spiccato interesse storico per la cittadina di Derry, cosa che mancava nel film precedente. Beverly è una ragazza vittima dell’iperprotezione del padre, che la tratta come se fosse ancora una bambina.
Richie ritorna con il suo sprezzante umorismo, interpretato dal noto Finn Wolfhard già apprezzato in Stranger Things.
Stan invece passa dall’essere un boyscout ad un chierichetto. Eddie è nuovamente influenzato dalle forti premure della madre, soffrendo sin da piccolo di asma. I fan del vecchio film ricorderanno sicuramente la citazione “E’ solo acqua.“, riferita alle medicine che era costretto ad assumere. Infine abbiamo Mike, il cui padre lavorava in una fabbrica proprio a Derry.
L’unione e l’amicizia che lega questo gruppo sono la chiave del film. Ciò che porta il gruppo a non essere sconfitto è proprio questo senso di protezione reciproca, che li portano ad affrontare PennyWise fino al termine della loro avventura.

Dal libro al film

I più appassionati di Stephen King sapranno già quanto le trasposizioni cinematografiche e televisive non rendono giustizia ad uno dei letterati horror moderni più influenti degli ultimi decenni. Basti pensare alla più recente serie The Mist, che non proponeva nulla di interessante, salvo pochissimi elementi di contorno.
Nel caso di IT Capitolo Uno, il libro viene praticamente stravolto, con intuizioni che però funzionano e che sono state apprezzate anche dallo stesso scrittore. Ovviamente rimangono intatti i principi base del libro, come il nome dei personaggi, la figura del pagliaccio danzate, con la sua mandibola dai denti aguzzi, o l’ambientazione principale.
Per quanto si discosti abbastanza dall’opera originale, il remake sa rendere giustizia non solo all’opera scritta ma anche ad un genere cinematografico che negli ultimi anni non riusciva a spiccare per originalità ed idee.

Conclusioni

IT Capitolo Uno risulta un film godibile, sicuramente molto di più della versione del 1990. L’idea di farlo uscire proprio quest’anno risiede nel fatto che sono passati proprio 27 anni dall’ultima trasposizione cinematografica di IT.
Per quanto i riferimenti al libro si limitino essenzialmente alle ambientazioni, ai nomi dei personaggi e alla figura di PennyWise, IT Capitolo Uno riesce a cogliere nel segno, proponendo un horror piacevole.
Dopo una serie di horror che proponevano sempre le solite trame con i soliti trucchi per spaventare lo spettatore,
IT cerca di diversificarsi dalla massa, riportando in auge un genere che stava via via scemando. Il regista Andrés Muschietti confeziona un titolo che sa farsi guardare fino alla fine ed è difficile specialmente per un horror, dove la linea tra il clichè e l’originalità è molto sottile. IT Capitolo Uno sta proprio nel mezzo, ricorrendo sì ad elementi già visti ma posizionandoli in maniera tale da non rendere il film frustrante.
La seconda parte del film, riguardante le vicende con il gruppo di bambini ormai adulto, uscirà nelle sale il 6 Settembre 2019. L’idea di suddividere la storia in due parti è positiva poichè permette uno spettro di tempo più ampio per raccontare le vicende nella maniera migliore.
IT: Capitolo Uno si è dimostrato all’altezza delle aspettative. Bisognerà vedere se anche il resto riuscirà ad essere tanto coinvolgente quanto la prima parte.
Per chi non conoscesse IT e non sapesse di cosa stiamo parlando, vi lasciamo l’ultimo trailer in calce all’articolo:

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