Guida di WordPress #4: l’ottimizzazione SEO

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La SEO (Search Engine Optimization) è l’insieme di tutte quelle attività volte a migliorare il posizionamento del nostro sito web nei motori di ricerca.

Per quanto esistano diversi algoritmi automatizzati, che Google utilizza per posizionare un sito web, e non ne si conosca bene il funzionamento, è possibile attuare delle piccole modifiche al nostro sito in modo tale da influenzare positivamente questi algoritmi. Di conseguenza se sappiamo sfruttare correttamente gli strumenti SEO messi a disposizione per ottimizzare al meglio gli articoli, potremo ottenere buoni risultati in termini di posizionamento. In realtà non esistono metodi funzionanti al 100% per posizionarsi in alto nei motori di ricerca, dato che gli algoritmi di Google cambiano continuamente, essendo automatici. Alcuni si basano sullo studio degli interessi degli utenti, altri sui contenuti caricati e così via. Ma quali fattori bisogna considerare per ottimizzare la SEO in maniera efficace? Rispondiamo alla domanda con questo articolo dedicato, appunto, all’ottimizzazione SEO.

Differenza tra SEO e SERP

Spesso vengono confusi gli acronimi SEO e SERP. Il primo indica l’insieme di tutte le azioni che permettono di migliorare l’ottimizzazione SEO del sito e del suo posizionamento. Il secondo invece, che deriva dall’inglese Search Engine Results Page, è finalizzato alla posizione del sito, e relative pagine, nei risultati dei motori di ricerca. Possiamo dire che la SERP è come se fosse il complementare della SEO perchè contribuisce in maniera diretta all’indice di popolarità di un sito.

Ottimizzazione SEO: il dominio

Partiamo dal principio: l’acquisto del dominio. Comprare un dominio proprio è sempre meglio che affidarsi a servizi gratuiti. Questo perchè, per prima cosa, permette di avere un URL compatto e che non contenga il nome del servizio usato nell’indirizzo, vedasi Altervista o WordPress (versione gratuita). In secondo luogo ci permette di avere più libertà nell’utilizzo della piattaforma, senza essere limitati dal servizio stesso. Per ultimo, ma non meno importante, avremo a disposizione molte più funzionalità e spazio web rispetto ad un dominio gratuito, oltre che una maggior sicurezza e stabilità.
In definitiva, meglio spendere qualche soldo iniziale in più per l’acquisto di un dominio personale piuttosto che pentirsene dopo.

Ottimizzazione SEO: testo degli articoli

Già in un articolo precedente avevamo parlato di come iniziare a scrivere il primo articolo su WordPress e di alcuni codici HTML per il testo. Abbiamo voluto soffermarci su questo argomento perchè, come è facile immaginare, la qualità di un contenuto è sicuramente uno dei fattori decisivi di un successo di un sito. Proporre contenuti originali e che aiutano realmente l’utente nel suo problema può influire notevolmente sul posizionamento. L’ottimizzazione SEO si basa anche sulla formattazione del testo, ossia di tutti quei codici HTML visti precedentemente che aiutano a renderlo più scorrevole e gradevole da leggere. Gli algoritmi di Google, ad esempio, vedono di buon occhio la suddivisione del contenuto in paragrafi poichè permettono una distinzione chiara degli argomenti. Ovviamente anche l’allineamento del testo garantisce una struttura ordinata e di facile lettura. Dunque pensate bene a ciò che volete scrivere e soprattutto a come volete scriverlo.

Ottimizzazione SEO: keyword (parola chiave)

Le keywords, o parole chiave, sono l’elemento fondamentale per il posizionamento nei motori di ricerca. Ogni articolo che scrivete deve essere corredato almeno di una keyword, che descrive in modo chiaro e netto il contenuto dello stesso. Gli algoritmi di Google tengono parecchio in considerazione l’uso delle keyword, per offrire all’utente la migliore soluzione al suo problema. Infatti, quando una persona digita una richiesta su un qualsiasi motore di ricerca in realtà sta digitando delle parole chiave.
Esistono due tipi differenti di keyword: short tail (coda corta) e long tail (coda lunga). Le short tail sono parole chiave formate da una singola parola, come ad esempio “gaming” oppure “pc“. Queste sono le parole chiave che generano solitamente più traffico ma non permettono una buona conversione a livello di click sui vostri articoli perchè restituiscono milioni di risultati possibili. Proprio per questo alle short tail si affiancano spesso le long tail. Le long tail sono parole chiave formate da due o più parole oppure anche brevi frasi, come ad esempio “migliori tablet sotto 200 euro” o “migliori PC da gaming“. Sono keyword più mirate, che generano meno traffico ma hanno un tasso di conversione più alto poichè riguardano argomenti molto specifici e quindi chi cerca questa determinata parola chiave, molto probabilmente si ritroverà il vostro articolo tra i possibili risultati.
L’uso delle keyword è un ottimo strumento di ottimizzazione SEO. Però non bisogna abusare troppo delle parole chiave nel testo, altrimenti si otterrà l’effetto contrario, ossia il cosiddetto keyword stuffling. Il keyword stuffling è l’utilizzo eccessivo di parole chiave al fine di posizionarsi più in alto possibile. In realtà Google riesce a capire se una parola chiave viene usata in maniera comprensiva o meno nel testo e premierà/penalizzerà di conseguenza. Usate, dunque, le keyword con parsimonia.

Ottimizzazione SEO: immagini

Altro aspetto importantissimo, spesso sottovalutato, è l’ottimizzazione delle immagini.

Alt text

Se non si possiede una connessione al top, a volte le immagini presenti in alcune pagine potrebbero non essere visualizzate correttamente. Al loro posto viene mostrato, invece, un testo che dà informazioni relative all’immagine. Questo testo è proprio il cosiddetto alt text, o alternate text (testo alternativo). Tale proprietà di un’immagine è un’altro punto di forza che si può sfruttare, con moderazione, per l’ottimizzazione SEO e il miglioramento del nostro sito.
Con WordPress è semplicissimo impostare un alt text. Basterà aprire la schermata principale di una foto, dal menù Media, ed inserire il testo nella voce Testo alternativo. L’alt text funziona un pò come le keywords per gli articoli. Infatti molto spesso l’alt text contiene le keywords usate nell’articolo. Anche in questo caso non bisogna sfruttare al massimo questa possibilità. L’alt text deve descrivere in poche parole, meno di 20 se possibile, il contenuto dell’immagine. Non forzate l’utilizzo di keywords nell’alt text con la speranza di salire velocemente di posizione nei motori di ricerca.

Link delle immagini

Bisogna fare attenzione anche al modo in cui si pubblicano le immagini. La differenza tra un’immagine rinominata “2dkfs.jpg” e un’altra “migliori-pc-gaming” è abissale. Questo perchè ogni immagine genera un permalink unico, che può essere o meno indicizzato nei motori di ricerca. Abbiamo già visto quanto sia importante la struttura dei permalink nell’articolo riguardante l’interfaccia di WordPress. Di conseguenza è facile intuire quanto la struttura dei permalink debba seguire una logica ben precisa per poter essere decisiva del posizionamento del sito. Prima di tutto, le immagini devono essere rinominate con keyword separate da un trattino, come “pc-da-300-euro.jpg”. In questo modo la creazione dell’URL avverrà in maniera più immediata e precisa. E’ consigliato anche inserire le parole chiave all’interno del nome dell’immagine, per favorire sempre il posizionamento in ottica SEO.

Permalink

Parliamo ora dei permalink relativi agli articoli. Come per le immagini, anche gli articoli possiedono un permalink unico, che solitamente corrisponde al titolo dell’articolo, separato da trattini (vedasi l’indirizzo di questo articolo). Però molto spesso nel permalink vengono inserite alcune parole che non influiscono sul posizionamento, rendendo anzi il nome del link eccessivamente lungo. Queste sono le cosiddette stopwords e corrispondono agli articoli, alle congiunzioni o alle preposizioni. Ad esempio, un link del tipo [code]www.nomesito.it/migliori-siti-streaming[/code] risulta più ottimizzato rispetto a [code]www.nomesito.it/i-migliori-siti-di-streaming[/code]. Questo perchè gli utenti solitamente, quando effettuano una ricerca sul web, non vanno a digitare frasi complete ma solamente parole chiave per individuare l’articolo giusto per loro. Dunque è inutile andare a riempire il link con parole che possono penalizzare. Un permalink breve e conciso attira maggiormente l’attenzione di uno più lungo e pieno di parole poichè indica immediatamente l’argomento dell’articolo. Perciò fate attenzione prima di pubblicare il vostro articolo.

Backlink

I backlink sono essenzialmente di due tipologie. La prima è quando in un nostro articolo noi inseriamo link che portano ad altre pagine web sempre del nostro sito web. In questo caso si parla di link interni.
La seconda è quando un altro dominio inserisce link che portano al nostro sito in uno dei suoi contenuti. In questo caso si parla di link esterni.
L’efficacia di inserire backlink nei contenuti sta nel fatto di aumentare il traffico verso altre pagine web, oltre a quella che l’utente sta visitando. Inoltre ogni backlink dona valore in termini di posizionamento sia alla pagina che li ospita sia al link stesso. Però bisogna ricordarsi di eliminare il tag rel=”nofollow” da ogni link, se si vuole che venga trasferita la propria popolarità al sito ospitante.
Dei controllo dei backlink se ne occupa l’algoritmo Penguin 4.0 di Google. Non c’è bisogno di specificare che ogni possibile manovra per aggirare questo sistema vi penalizzerà inevitabilmente. Fortunatamente
l’algoritmo è in grado di riconoscere eventuali backlink costruiti o addirittura acquistati. Verificate inoltre la fonte dei vostri link, se decidete di inserire link esterni sulle vostre pagine.
I backlink possono essere un’arma a doppio taglio. Da una parte aiutano effettivamente il posizionamento di un sito e l’ottimizzazione SEO. Dall’altra possono portare ad una penalizzazione che difficilmente potrete recuperare.

Tag

I tag svolgono più o meno lo stesso compito delle keywords, ovvero dare un’indicazione sul contenuto di un articolo. Anche in questo caso non bisogna eccedere con l’utilizzo di tag, ma ne bastano un massimo di 5-6 per articolo.
Per quanto riguarda l’indicizzazione dei tag, c’è chi preferisce farlo per aumentare la portata del traffico e chi vuole evitare di ritrovarsi con contenuti duplicati. Noi consigliamo di farlo solamente se i tag e le categorie non condividono i medesimi contenuti. Altrimenti si rischia di indicizziare contenuti doppi e Google non si troverebbe molto d’accordo.
Inoltre, cercate di creare tag che verranno utilizzati spesso. Un tag che riguarda un solo articolo, seppur non indicizzato, non porta benefici a livello di ottimizzazione SEO. Mentre se abbiamo un tag che può essere collegato a svariati articoli può aiutare l’utente a trovare contenuti simili che potrebbero aiutarlo a risolvere il suo problema.

Social network

La condivisione è certamente il miglior strumento per far conoscere il proprio sito. Utilizzare social network come Facebook, Google+ e Twitter aiuterà sicuramente a trovare nuovi utenti. Cercate di pubblicare contenuti regolarmente, senza lasciare inattive le vostre pagine social. Se riuscite, fate in modo di pubblicare contenuti giornalmente. Ancora meglio se attivate la possibilità per gli utenti di potervi contattare tramite messaggio privato. In questo modo i vostri social assumeranno meno l’aspetto di un bot e potranno essere un punto di incontro per risolvere i dubbi e i problemi degli utenti che vi seguono.
Utilizzate anche molto gli hashtag per raggiungere anche quel pubblico che ancora non ha avuto modo di conoscere il vostro sito web.

Monitoraggio web

Passiamo ora a parlare di tutto ciò che sta dietro ad un sito web, ovvero il monitoraggio. Parlare di monitoraggio web significa analizzare attentamente l’andamento del vostro sito web, come il numero di visite giornaliere, la frequenza di rimbalzo ed altri parametri fondamentali. A seconda della tipologia di sito che si possiede, è importante capire come mai, ad esempio, il tasso di abbandono (bounce rate=frequenza di rimbalzo) è troppo alto oppure il tempo di permanenza non è come sperato.

Google Analytics

Fortunatamente Google mette a disposizione strumenti intuitivi e gratuiti per monitorare in tutto e per tutto il proprio sito web. Il primo è Google Analytics, che offre un monitoraggio in tempo reale oltre che relativo a periodi specifici. L’interfaccia di Google Analytics permette di tenere traccia svariati fattori decisivi per l’andamento di un sito web e di analizzarli a proprio vantaggio per migliorarli. Oltre a questo si possono visionare gli interessi degli utenti che visitano il vostro sito, per valutare l’introduzione di nuovi contenuti. Insomma uno strumento per l’analisi web che non può mancare.

Search Console

Altro strumento necessario, sempre fornito da Google, è Search Console. Per attivare il monitoraggio bisognerà fare una verifica preliminare per il possesso e l’autenticità del sito da parte del gestore. Una volta collegato il tutto, sarà possibile accedere all’interfaccia principale. Qui potrete gestire e osservare dati più specifici relativi al sito web che gestite, come le parole chiave con cui gli utenti hanno raggiunto pagine del vostro sito oppure l’andamento relativo alla posizione media nei risultati di ricerca dei vostri contenuti. In più sarà possibile controllare l’indicizzazione dei contenuti tramite l’importazione della sitemap, ossia una pagina XML che permette a Google di indicizzare correttamente tutti i contenuti del vostro sito, dagli articoli alle categorie fino ai tag. A proposito di indicizzazione, è presente una sezione apposita dedicata al file robots.txt, file essenziale per creare delle eccezioni relative all’indicizzazione. Tramite questo file, è possibile comunicare a Google di non voler indicizzare un determinato elemento del sito. Basti pensare alle cartelle di amministrazione o ai file di sistema WordPress. Per eseguire il comando, basta scrivere Disallow: /nomecartella e Google non indicizzerà quella specifica cartella nei motori di ricerca. Nulla di più semplice.

I migliori plugin per l’ottimizzazione SEO

Concludiamo questo articolo con una serie di plugin per WordPress utili per migliorare l’ottimizzazione SEO.

Yoast SEO

Yoast SEO è sicuramente uno dei plugin migliori per la gestione degli articoli a livello SEO.
Anche nella versione gratuita permette di impostare parecchie funzionalità interessanti, come l’indicizzazione dei tag o delle pagine, le tassonomie o la creazione di una sitemap. Oltre a questo la schermata di Yoast SEO vi assisterà durante la stesura degli articoli, suggerendovi gli elementi da migliorare per una scrittura più fluida.
Ad esempio è possibile impostare lo snippet di ogni articolo, ossia ciò gli utenti vedranno nei risultati di ricerca relativi ai vostri contenuti. Ovviamente bisogna prendere i dati di Yoast SEO come indicativi e non come verità assoluta. Anche se qualche elemento risultasse fuori posto, non significa che il vostro articolo non potrà essere comunque posizionato nel migliore dei modi.
Yoast SEO è un plugin che non può assolutamente mancare nella vostra piattaforma WordPress poichè aiuta a gestire tutti gli elementi SEO in pochi click.

Google Analytics Dashboard for WP

Per visualizzare correttamente i dati Analytics è necessario associare correttamente l’account di Analytics, precedentemente collegato al sito, all’account WordPress. Questo plugin permette di svolgere automaticamente il lavoro. Basterà infatti premere su Associa plugin. Nella schermata successiva dovrete inserire il codice di autenticazione, che verrà mostrato in una finestra a parte del browser. Infine verranno mostrati i dati relativi all’account Analytics, come il codice di monitoraggio e il nome dell’account. A questo punto potrete visualizzare i dati web Analytics nella schermata di WordPress.

Jetpack

Jetpack è un plugin che offre molteplici funzionalità relative alla condivisione dei propri articoli e alle statistiche relative al sito. Collegando Jetpack ad un account WordPress.com è possibile visualizzare tutte le visite del sito giorno per giorno, con informazioni relative al numero di visite per pagina, click sui link e provenienza della visita.
Riguardo alle opzioni di condivisione, potrete attivare i pulsanti per permettere ai visitatori di condividere i vostri contenuti su vari social network, come Facebook, Twitter o Telegram. Inoltre sarà possibile attivare la sezione Correlati, che aggiunge alla fine di ogni articolo un collegamento ad altri articoli inerenti. Ottima anche la funzionalità di poter condividere automaticamente gli articoli una volta pubblicati, associando l’account di riferimento per ogni social network. Basterà andare su Impostazioni>Condivisione e collegare i vostri account.
Un plugin completo e ricco di opzioni interessanti, che rende semplici molte delle azioni che risulterebbero macchinose se eseguite manualmente.

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